Lettera aperta ai Cittadini e a tutte le Forze Politiche

Cari Cittadini,

 
il codice della strada, al primo comma dell’articolo 1, dice che “Le norme ed i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale gestione della mobilità, della protezione dell’ambiente e del risparmio energetico”. Quale mezzo migliore della bicicletta per raggiungere questi obiettivi? La bici è agile, non ingombra, non fa rumore né ha emissioni di alcun tipo, è del tutto compatibile con l’ambiente. Ha grandi potenzialità economiche, ed è più efficiente, in termini di tempo, dei mezzi a motore sia sulle brevi e medie distanze (fino ai 6/7 km, la maggioranza degli spostamenti quotidiani individuali) che su quelle maggiori, si integra facilmente con i mezzi di trasporto pubblico. Andare in bici tutti i giorni fa bene alla salute (riduce il rischio di malattie cardiache) e fa respirare meno sostanze inquinanti (studi dicono che in auto si respirano più ossidi di carbonio, di azoto e benzene che in bici) e la sua diffusione migliora la sicurezza stradale e decongestiona il traffico, riducendo i costi sociali correlati alla circolazione stradale. In Italia (dati 2002) abbiamo avuto 7.000 morti e 300.000 feriti, 34 miliardi di euro di danni (600 €/anno pro capite). Con i costi sociali dell’inquinamento atmosferico, del rumore e dei gas serra, sfioriamo i 95 miliardi di euro. Nel 2005 l’Italia destinava 5 euro a testa per la sicurezza stradale contro i 40 del resto d’Europa: pochi spiccioli, e per cosa? Per ciclabili e opere di mobilità sostenibile? No, per rotatorie pericolosissime che velocizzano il traffico automobilistico, a scapito della sicurezza, in primo luogo, dei ciclisti. Abbiamo bisogno, cari cittadini, di far comprendere all’opinione pubblica e ai politici che il ciclista, come pure il pedone e l’utente dei mezzi pubblici, non sono “utenti poveri” del trasporto, ma hanno pari, anzi, maggior dignità degli altri utenti, per il grande contributo che danno a liberare spazio e a migliorare la salute pubblica.
 

 

Cara Amministrazione, care Forze Politiche,

siamo un’associazione di ciclo-promozione, cresciuta parecchio negli ultimi anni: 9 soci fondatori nel 2004, 200 soci nel 2009, più di 1900 persone che nel 2008 hanno partecipato alle nostre iniziative. Ciò dimostra che i cittadini vogliono utilizzare la bicicletta, a patto che cresca quel senso di sicurezza che solo una seria politica della mobilità può fornire, prevedendo la costruzione di una rete di percorsi ciclabili protetti, che permetta a tutti di raggiungere la scuola, la biblioteca, il supermercato, il posto di lavoro, in tutta tranquillità; tutti luoghi spesso a meno di 10 Km di distanza. Le nuove tangenziali e le nuove rotatorie, per i ciclisti, sono ostacoli insormontabili se non vengono costruite con gli accorgimenti del caso.
Sappiamo che, quando si parla di mobilità ciclabile, le amministrazioni hanno di fronte un compito assai complesso: ci si deve coordinare con i comuni limitrofi, rendere armonici i reciproci collegamenti, rapportarsi con organismi non sempre (anzi, quasi mai) collaborativi (qualche esempio? Ente Fiera, Centergross, Interporto, Società Autostrade, Alta Velocità Ferroviaria… ) che spesso divorano il territorio in modo contrario all’interesse dei cittadini, compromettendolo per decenni (assieme al benessere delle comunità) mozzando strade, ostruendo passaggi, solo per il proprio tornaconto economico, senza nemmeno risarcire i cittadini dei danni arrecati con qualche opera di pubblica utilità. Sul nostro territorio ci sono situazioni di criticità divenute ormai croniche: mancano sicuri collegamenti con Bologna e tra capoluogo e frazioni (Trebbo, Sabbiuno, Torreverde… ).
È una sfida da raccogliere: o si risolvono i problemi di collegamento, o si rischia di veder sminuita l’importante opera a favore della ciclabilità che le amministrazioni più avvedute (come quella che ha appena concluso il mandato) hanno fin qui compiuto sulle parti già urbanizzate e in corso di urbanizzazione del territorio.
A Voi, attuali Amministratori della nostra Città, spetta ascoltare i “deboli”: ciclisti, pedoni, handicappati, coloro che sulla strada rischiano la vita, e contribuire a far rispettare quelle leggi che già ci sono, per citarne solo una la oramai nota legge 366/98 (realizzazione di piste e percorsi ciclabili adiacenti le strade di nuova costruzione e quelle oggetto di manutenzione straordinaria).
Dobbiamo fare in modo che nel nostro paese un bambino cresca andando a scuola in bicicletta, per essere domani un adulto più consapevole.
Se ci riusciremo, avremo reso molto, molto più vivibile la nostra Città.

Cordiali saluti
Associazione “I Pedalalenta”